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Riflessioni 26 agosto 2018 · lettura 1 min · 1246 letture

Profumo di rose

Anna Maria Cherchi 1799 poesie pubblicate
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Notti di stelle distanti come il ricordo di chi non abbracci, implacabile belva trasformi in polvere l’anima rubando il profumo per farne dono alle rose.
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Complimenti, autore della settimana. (Rita Stanzione)

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Commenti (1)

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Diego Bello27 agosto 2018

Nel primo verso c’è una visione che subito esalta l’animo e lo riscalda, come una tiepida notte estiva. Anche l’uso del plurale conforta e lascia presagire la continuità dell’incanto. Ma poi c’è il precipizio, nel  verso successivo, che spegne completamente l’illusione. Differente sarebbe stata la scelta di un unico verso “Notti di stelle distanti” che avrebbe evidenziato la staticità d’uno stato, non tanto di sofferenza quanto d’indifferenza sofferta. Invece la poetessa sceglie di produrre l’alternarsi dinamico di stati d’animo nei due versi d’incipit, per conferire maggior forza evocativa alla successiva coppia “il ricordo/ di chi non abbracci”, che ne costituisce esattamente lo specchio nell’intimo: qui, infatti, si esprime, a mio avviso