Piovono lacrime
Carlo Molinari
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Quant’è ardente la tua schiena
al tocco della mia mano,
falda di velluto del Kashmir,
nettare d’ambrosia agognato
dall’intero Olimpo degli dei,
un sussurro nella notte
che sa di piovasco ed asfalto,
un torrente d’altura rocciosa
che ti raggela le vene,
un mare rabbonito che ti istiga
ad inabissamento totale,
un tronco grondante miele
che ti colma d’avvenenza.
Ma il tempo fugge maledetto,
il tacere induce ad amnesia
e la pioggia continua ancora
ad intorbidire il mio volto,
impietrito da silenzi e assenza.
Il tempo fugge maledetto
il tempo fugge maledetto
il tempo fugge maledetto.
Piovono lacrime dal cielo
e stanotte è finita l’attesa.
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