Tu mi resti Signore

T’ho implorato d’ascoltarmi Signore
t’ho pregato di ridarmi l’amore
t’ho trovato dentro un nuovo dolore.
Ho provato a risentirti nel vento
ma di certo sono io che non porgo
il mio orecchio su di Te che mi chiami...
Il Tuo canto mi darebbe la pace
ma la voce quella Tua che ora tace,
si disperde nel mio cuore fallace.
Ed un grido dentro l’aria si leva:
fa’ che giunga a Te il richiamo d’un figlio!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi6 settembre 2018
Affidarsi e avere un rapporto filiale e quotidiano con il nostro Signore rende il nostro percorso di vita meno duro. Non serve frequentare la chiesa, serve trovare l’intimità con chi ci è stato sempre vicino non dando colpe che fanno parte di un destino già tracciato, e mi pare che Libera pur soffrendo sia in questa dimensione spirituale che è pure la mia. Quindi fraternamente condividiamo il dolore ma pure la passione x la scrittura e la poesia.
