Conflitto
Mi criticano perché sono sempre stanco
così pigro che mi addormento sul banco
indolente simbolo d una generazione
Che si perde già dopo colazione.
Troppo presto per qualsiasi lamentela
non ho mai conosciuto fatica, quella vera
che scorre in vena da mattina a sera
che ti esaurisce piano, come una candela.
Sempre meno dei nostri padri e nonni
cresciuti tra problemi e notti insonni
a creare il mondo dove noi viviamo
conquistando piaceri che ora godiamo.
Ricordo quando avevo la tua età
figlio mio, era dura quella realtà
ancora non hai capito il senso della vita
questa quotidiana giostra impazzita.
Ti ho messo ogni anno sul piedistallo
ora ti vedo fermo, in fase di stallo
il mio investimento su di te è svanito
il sogno sfumato, il soldo finito.
Delle generazioni questo è il conflitto
non esiste vincitore, né sconfitto
solo tanta, troppa distanza
nel mezzo dell’umana esistenza.
©
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