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Sociale 8 settembre 2018 · lettura 1 min · 1472 letture

L’ultima porta

Giovanni Monopoli 774 poesie pubblicate
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Nulla la memoria, vuoto intorno, inerte braccia chiusi occhi, un dormire profondo liquida la mente silenti echi giungono su sguardo assente, su lembi di bianche lenzuola nessuna traccia con musiche vaganti nell’etere distante mentre il respiro lieve arranca nel buio. Bip accompagnano momenti, ore, giorni, una macchina rumoreggia intorno a miriade di stelle cadono le foglie lungo la via della speranza un nuovo canto s’aspetta, nel fiorire di nuova vita. L’ultima porta e poi la luce del domani, quel bagliore sperato nel vuoto di una stanza brividi ripercorrono vicini visi, aliti sperduti e una mano s’accosta col calor che induce. Tremula il pensiero, una lacrima scende riga il volto di terre oscure, raminghe nel fondo la bellezza della vita è lì che attende... il ritorno, il ritorno dal lungo viaggio, dal baratro alla conquista del vento, dell’aria della vetta più alta del mondo: L’ultima porta è là con la sua luce!
#Vento#Luce#Memoria#Speranza#Stelle
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Immagine web - Musica e composizione del violinista Maestro Francesco Greco

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Giovanni Monopoli
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Lirica meravigliosa!! (Ventola raffaele)

letta con piacere, apprezzata! (Marinella Fois)

È vera e commovente (Sara Acireale)

Commenti (1)

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Sara Acireale9 settembre 2018

Il respiro lieve arranca nel buio e forse... c’è soltanto una porta da attraversare per ritornare alla vita, alla luce del domani. L’autore, osservando l’immagine, ha avuto l’ispirazione per scrivere questi stupendi versi che sono sgorgati dal suo cuore. Molti ostacoli sono stati superati ma adesso c’è l’ultimo scoglio, l’ultima porta da attraversare. È forse la parte più difficile ma bisogna farcela (anche se costa fatica) e poi si riemergerà dal buio alla luce e si festeggerà il ritorno dal lungo e faticoso viaggio nel baratro.