L’ultima porta
Giovanni Monopoli
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Nulla la memoria, vuoto intorno, inerte braccia
chiusi occhi, un dormire profondo liquida la mente
silenti echi giungono su sguardo assente,
su lembi di bianche lenzuola nessuna traccia
con musiche vaganti nell’etere distante
mentre il respiro lieve arranca nel buio.
Bip accompagnano momenti, ore, giorni,
una macchina rumoreggia intorno a miriade di stelle
cadono le foglie lungo la via della speranza
un nuovo canto s’aspetta, nel fiorire di nuova vita.
L’ultima porta e poi la luce del domani,
quel bagliore sperato nel vuoto di una stanza
brividi ripercorrono vicini visi, aliti sperduti
e una mano s’accosta col calor che induce.
Tremula il pensiero, una lacrima scende
riga il volto di terre oscure, raminghe nel fondo
la bellezza della vita è lì che attende... il ritorno,
il ritorno dal lungo viaggio, dal baratro
alla conquista del vento, dell’aria
della vetta più alta del mondo:
L’ultima porta è là con la sua luce!
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L'autore
Giovanni Monopoli
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Commenti (1)
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Sara Acireale9 settembre 2018
Il respiro lieve arranca nel buio e forse... c’è soltanto una porta da attraversare per ritornare alla vita, alla luce del domani. L’autore, osservando l’immagine, ha avuto l’ispirazione per scrivere questi stupendi versi che sono sgorgati dal suo cuore. Molti ostacoli sono stati superati ma adesso c’è l’ultimo scoglio, l’ultima porta da attraversare. È forse la parte più difficile ma bisogna farcela (anche se costa fatica) e poi si riemergerà dal buio alla luce e si festeggerà il ritorno dal lungo e faticoso viaggio nel baratro.

