Dall’oculista

Sincronizzati sopra i cellulari
di tanto in tanto sgranano le mani
come gli ET. sospetti e circospetti
scuoton la testa e scorrono le dita.
Occhi sbarrati su quella tastiera
batton le ciglia abbozzano un sorriso.
Facce ebetite, forse hanno trovato
la chiave giusta d’uno sciocco gioco
che li elettrizza sembrano scioccati
e pensi forse mettano in standby
quello strumento e invece assai gioiosi
sopra l’orecchio parte una chiamata...
Dopo mezz’ora od anche forse più
lo studio è vuoto il medico va via
qualcuno resta non dall’oculista...
ma per vedere l’ultima su fb...
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Purtroppo vera e condivisa. Poveri noi (Anna Rossi)
Scene sempre più frequenti, non solo tra ragazzi-- (Antonio Terracciano)
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