Di qua e di là
O di qua o di là
non ci sono altre strade oltre le colline
non ci sono altre scie da seguire
quando il mare spegne le lampare
e la luna secca le fontane.
O di qua o di là
ho questa litania dentro da testa
collegata in alta frequenza
agli elettrodi del cuore
ai solchi dell’anima
alle cicatrici nella schiena
ai dipinti dell’Oceano negli occhi
quando si fa sera.
In quale angolo del non so dove
si è infilata la lichena
serpente o verme
giglio o poesia,
quale segmento inutile
tiene in vita questo mio lamento?
O bianco o nero
non ho più altri colori
per dipingere il mio arcobaleno.
Non sono che una larva
che aspetta l’ultima nuvola
di un altro cielo
e vuoto è il mio aspettare
mentre ingoio Dio e la preghiera
sulle scale vicino alla ringhiera
dove il vento mostra la sua forza
e mi scaraventa
di qua e di là
di qua e di là
dove non esiste niente
se non io
e la mia stessa ambiguità.
©
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