Madre presunta
M'ignori,
e fissi lo sguardo
in lei,
più bisognosa,
più furba, più figlia.
Mi deruba
dell'anima tua,
e ne restituisce
le vuote spoglie,
tristi e silenziose,
che curo d'ogni amore,
d'ogni carezza;
allora, solo allora
nel bisogno tuo,
sei madre.
E appena
rialzi il capo,
ti volgi di nuovo a lei;
a me,
solo il battito d'un ciglio,
avaro e distratto.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia8 dicembre 2007
Inusuale, violenta, quasi aspra poesia. Realistica, priva di condiscendenza, raffinata. Molto piaciuta.
Triste8 dicembre 2007
Amara riflessione su quanto possa essere differente lo sguardo... anche quello di una madre... Prenderne coscienza è una vera sofferenza... se lascia il segno.

