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Introspezione 11 settembre 2018 · lettura 2 min · 546 letture

Settembre

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Era settembre un tempo di partenze, di armenti, di pendii abbandonati per il mare di suoni e tramestii di foglie e di rumori rimpianti e desideri tramontati _sul finire dell’estate_ spenti nelle ore silenziose della sera Era l’oro dei pampini e dei filari, le gerle sopra il capo e il parlottio dell’acqua nella fonte. L’eco degli addii il ritorno all’ovile il timore di notti all’addiaccio in un tempo ormai prossimo al rigore Era nell’aria la fuga di aquiloni e di palloncini colorati e l’alternanza di ali bianche e nere _un carnevale festoso in cielo_ al suolo solo ghiande a minare il piede distratto La mente altrove... tra riccioli di nubi. Bianca l’amaca d’oblio. Nenie sulla riva, di onde un gorgo a vestir lo scoglio Il mio settembre di valigie e di poeti di libri spolverati di ozio sul muretto e lucertole tra le crepe Il mio settembre poche volte spensierato... Ora è mutato. Di tiepide giornate ed umide sere di percorsi incerti posti precari pensieri spesso in fuga migrazioni dove vivere un oggi che oscilla poggiato ad un bastone per impervi sentieri Un pastore senza gregge sulla terra ferita in disputa perenne con la luna errante sì cara al Poeta il mio settembre chiuso in reconditi anfratti... Il mio settembre oscuro negli occhi d’un gatto _fari nella notte_ mentre un cane abbaia all’apparenza a tutti, sempre più spesso al vento che arrotola raspi e foglie in un fruscio Il mio settembre... d’ubriache parole dentro un blues con un ritmo ancora da inventare. Tempo d’avvento al vizio dell’inverno
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L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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