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Natura 12 settembre 2018 · lettura 3 min · 465 letture

Un Fiorellino di Settembre

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Il fior è pàllido per la sua riva. Dalla finestra lo scorgo. Pàlpita, possa corriva d’una ginestra. Il fior è pàllido, e sta morendo sotto il mio sguardo... e, lamentàndosi, ei sta soffrendo... giuoca d’azzardo: giuoca riergèndosi contro il Destino, contro la Vita... sìbila... e làgrima grida supino a Sorte avìta... giuoca gettàndosi dadi mortali sopra la tinta d’ogni suo pètalo... Norne fatali... la Morte è incinta! Il fior è pàllido, sembra una viora, sembra una rosa, rossa, selvàtica... rossa e innamora come una sposa. Il fior è pàllido a fin d’Agosto tra fràgil foglie di pioppi, d’àcini d’Ebe, di mosto... d’Ebe, di doglie. Il fior è pàllido lungo il Tramonto, lungo la sera che vien sì cèlere a far d’affronto a’ Primavera: a strappàr, cògliere, a consumare davanti a’ miei occhi quel che Prosèrpina andò a creare con i suoi tocchi. Il fior è pàllido nella Natura che sfiora e dorme nel suo Crepùscolo, ella! Dea pura da mille forme. Il fior è pàllido lungo l’Arbogna, per le cascine. E i cieli mùggono senza vergogna, senza una fine. Cùllalo... cùllalo, alba d’Autunno nunziata appena! Cùllalo... cùllalo, alba d’un Unno ebbro di vena! Ti sclamo "Cùllalo!". Va’ a obbedire, l’òrdin fa pago d’ogni mio pàlpito! Fallo dormire presso quel lago... presso l’Ocèano delle ninfee, di tife fresche che mi nascòndono le loro Dee, le loro tresche! Cùllalo... cùllalo, meriggio in Sole... meriggio quieto d’Estate insòlita, ancòr di viole, di sguardo lieto! E fa’ che io dèdichi me stesso al volto d’ogni tuo frutto... che io qui mi nàufraghi nel tuo disciolto flusso del Tutto!... Ch’io vada a còrrere nell’assolute chiome del Mondo! Ch’io vada a cògliere le vie perdute d’un Vagabondo! Ch’io vada a scòrrere per i minuti dell’Universo... vada a raccògliere i trilli acuti d’un Fato avverso! E fa’ che io trèmulo pianga pe’ il duolo de’ biondi campi che s’han da miètere... pianga pe’ il suolo... pianga pe’ i lampi! Cùllami... cùllami, lìbero cielo co’ tuo rondoni, con le tue ròndini sopra lo zelo di mie canzoni! Cùllami... cùllami, eterno Immenso, dolce Mistero che vai a discèndere al sonno intenso tra due assi e un cero! Cùllami... cùllami, tomba vivente di fiori e tane... pesci che muòjono nell’onda assente, fùggon le rane!... E fa’ che dèdicansi alle mie fami le bacche aulenti che qui si piègano dagli alti rami, preda de’ venti! E fa’ che tremulo ora assapori questo cangiàrsi di stagiòn, d’àttimi privi d’allori, di duòl cosparsi! Il fior è pàllido per la scogliera d’ombre gelate... Il fior è pàllido. Addio, oh mia Vera! Addio, oh mia Estate!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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