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Introspezione 14 settembre 2018 · lettura 1 min · 1086 letture

Tacque il Verso

Giuseppe Buro 236 poesie pubblicate
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Superba fu la caduta in quell’universo e tacqui per un lungo verso, poté sospirare l’anima mia e la tristezza volò via. Avvenne che l’emozione correva per raggiungere la mente e si dissolse la magia, provai pianto nel non fare niente ero fermo lì sul ciglio e nacque il canto. Scese come lacrima la poesia sulla riva, tutto mi condusse oltre quella linea che non avevo mai raggiunto, la fragranza, l’incantesimo, tutto era pregresso. Brilla sempre quella infiamma e il cielo era sostenuto dal suo grembo e nacque un fiore e le sue morbide armonie vincolarono il cuore mio. La fantasia volò via come volano aironi nel tempo dell’amore e si nascosero i sogni, mentre gli sguardi penetravano come lame, incanto erano gli occhi e le mani proiettavano incantesimi del momento. Poi fu giorno e meraviglia con un tenero bacio si ruppe il mistero e il silenzio dalle profondità riemerse per incoraggiare il gioco che già riprendeva, un prisma di luce nella stanza e fu di nuovo amore.
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