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Impressioni 15 settembre 2018 · lettura 1 min · 1114 letture

Ritorno

Antonio D’Auria 412 poesie pubblicate
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Selva e rose fra pini marittimi, dove intorno è declivio e più riarso è il grano, era il primo apparire del ritorno con i piedi ancora levigati dall’asciutto Ofanto, premessa dell’arrampicata sinuosa alle case. Da abbozzato oltraggio di progresso, valle vinta da asfalto e binari, su fino alle stanze fitte e umorose, ferite da crepe e terra smottata. Lì premeva la nostalgia. Promesse di frescure estive, rinnovati dialoghi tra ombre frondose e boriosi sospiri d’aria e come l’aria necessario e fragrante vino, sudore di pazienti vigne. Hai salvato, rude allora, il mio futuro.
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Calitri

L'autore
Antonio D’Auria

Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.

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un grande ritorno! (poeta per te zaza)

Commenti (1)

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poeta per te zaza15 settembre 2018

La dura operosità della terra d’origine espressa in periodi dal soggetto “capovolto”: – sudore di pazienti vigne – L’Autore parla di "ferite da crepe e terra smottata … Lì premeva la nostalgia." Ed il finale strepitoso, a sigillo della fortuna di essere nato e cresciuto nel paese dalla vita dura ma formativa e semplice, vera, cui si volge tornando, riconoscente: "Hai salvato, rude allora, il mio futuro".