Confessione di un marito sottomesso
Mi piace così tanto stare nudo
sul letto senza più pensare a niente,
soltanto ad asciugarmi quando sudo
per la temperatura assai rovente.
Con gli occhi fissi in alto, sul soffitto,
vagare in giro con la fantasia,
gettare al vento ogni orrido conflitto,
pensar soltanto a stare in allegria!
Evadere dal mondo disumano,
volare nei pianeti inesplorati,
scoprir chi si nasconde nell’arcano,
sognare nuovi mondi immacolati!
...Ma tutto questo è durato poco,
infatti la mia splendida consorte
ha subito annientato il mio bel “gioco”,
gridandomi, con tono alquanto forte:
“E’ tardi, avanti su, ti devi alzare,
la colazione è pronta, sta in cucina,
ricordati che devi accompagnare
a scuola sia Luciano che Martina! ”
Ha richiuso la porta incavolata,
mi son sentito un cane bastonato,
la privacy del tutto violentata
e il “sogno” precedente ... dileguato!
...Purtroppo la realtà è un’altra cosa ...,
si fanno tanti sogni stando a letto,
ma poi, la vita, sempre burrascosa,
impone ogni dovere per dispetto!
E quando c’è di mezzo la famiglia
non si può più sognare un’illusione,
perché altrimenti scoppia la guerriglia,
...un uomo in casa non è mai padrone!
Nel mentre riflettevo a tutto questo,
mia suocera, col tono più indignato,
ha detto (lei non sa che la detesto:
“Ma tuo marito non s’è ancora alzato?”
La figlia ch’è da sempre sottomessa
agli ordini materni, è stata zitta
e in questa situazione assai sconnessa
io vivo la mia vita ... derelitta!
Mi sono alzato, ho fatto colazione,
ho accompagnato i figli e, poi, tranquillo,
con una certa ed ovvia delusione,
unita a un personale, intenso assillo,
mi son recato subito in ufficio,
per svolgere il mio ruolo d’impiegato,
il tutto senza avere un beneficio
e ciò mi fa sentire vincolato
ad una vita piatta, sempre uguale:
lavoro, casa, i figli, la consorte,
la suocera, antipatica e rivale,
...fin quando arriva l’ora della morte!
Per questo che sto sempre a immaginare
di starmene sul letto tutto nudo,
e qui, serenamente a vagheggiare
che il mio destino fosse ... meno crudo!
Purtroppo, coi doveri della vita,
bisogna provvedere ad ogni cosa,
perché non c’è un’altra via d’uscita
e quindi l’esistenza è nebulosa,
bisogna stare zitti e andare avanti!
Che bella, tormentata prospettiva,
io devo sopportare tutti quanti
e la felicità, ... ma quando arriva?
Mi sento in qualche modo soggiogato,
è tutta colpa della mia consorte
e della madre, sono sfortunato ...,
mi sento proprio ... un condannato a morte!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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Commenti (1)
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Danilo Tropeano18 settembre 2018
Opera straordinaria che evidenzia la realtà di molte famiglie ove spesso manca quel pizzico di creatività e di evoluzione che gioverebbe alla psiche. Facile da dire ma difficile da attuare. Ci vuol coraggio, spirito d’iniziativa e un morboso amore per la vita.
