Serve un ponte quando non sai più cosa scrivere
Si spezza nel vuoto la melodia di un canto: nel sospiro
di un grido stupito al silenzio, l’ignavia rovina tra due sponde.
Fiero librava dal golfo il suo orgoglio infinito sul tempo:
resta cemento raffermo, un groviglio fra tondini di ferro
impasto di lacrime e rabbia per chi vorrebbe non esserci.
Nuovo si dona un impedito al pudore e offre mille anni d’acciaio.
Io non sono da meno e senza volto né voce: -fortuna non c’ero-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giampietro corvi c
"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissima Giampietro! Un abbraccio (Claretta Frau)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Claretta Frau17 settembre 2018
Tremendo disastro quello di Genova. Nessuno sarebbe dovuto morire, ma e anche umano pensare che è stata una fortuna non essere su quel ponte in quel dato momento. Serve un ponte è vero, ma che sia un ponte che unisce e per nessun motivo debba dolorosamente dividere.
