Cerco un varco nel buio
Rosetta Sacchi
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Cerco un varco nel buio
ed interrogo il silenzio dell’anima
le ore mi fissano gli occhi alla parete
come fossero chiodi
Mi domandavo sempre dov’eri
nei giorni più mesti
Pensarti m’aiutava a trovarti
quando s’accresceva la distanza
e smetteva l’universo il suono, il suo vibrare
Tornavo ad essere un minuscolo punto
visibile a te solamente
nelle nebbie più fitte e nella luce più forte
un grumo di sabbia alzato dal vento
una foglia sospesa ad un ramo
Eri forse tu una voce
che il vuoto riempiva con toni diversi?
Ero forse quel murmure inquieto nell’aria
una stridula nota s’una corda
che nessuno aveva il coraggio più d’ascoltare?
Ancor mi domando... dove sei
Ma se provo a chiudere gli occhi
comincio a sognarti
E forse giungi, senza che più io ci pensi...
Io attenta solo al dolore della tua assenza
ed ignara di come mi sei sempre accanto e sorridi
beffandoti del tempo che passa silente...
Tu, che vivi annidandoti nel mio sorriso e solo allora respiri
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (1)
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Francesco Rossi22 settembre 2018
Il dolore, l’assenza una costante variabile nella poetica della Sacchi che si nutre sempre di interiorità unita a una spiccata sensibilità, ecco che il sofferto diventa vissuto e le circostanze mutevoli attingono dal reale e in quel sorriso, in questo caso della poetessa, dico io, respiro poesia d’amore .

