È dolce, il nulla
Saverio Chiti
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Si prende uno spazio vuoto
e lo si riempie col tempo da passare
negli infiniti attimi in fila indiana
che accompagnano il dolce far niente
sin dalla prima mattina.
È lungo il percorso del nulla
fatto di momenti creduti austeri
e di minuti da vivere nel ticchettio del tempo
come fossero formiche in fila verso casa.
Agende vuote e bacheche ancor più sgombre
torreggiano impilate l’una sull’altra
evidenziando l’apatia del momento
che il bianco vuoto trasforma nel dolce nulla...
È puro desio il nulla che avanza
in me, che pigro, resto da solo
a guardare il lento scorrere delle altrui cose
così, come fossero spose del tempo
che vanno a braccetto con il vissuto del niente.
È dolce, il nulla che assapora la vita
fin qui convogliata, ma solo se a misura d’uomo
stretta fra le mani del tempo, essa vive...
laddove con misteriosa apatia
su carte colorate resta stesa al sole.
Mi calerò su‘, un cappello di paglia
e nel mio dolce far niente
troverò l’occasione di rimirare il moto dell’onda
che lieve di risacca in risacca
spiaggerà l’acqua del mare.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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Commenti (1)
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Rosanna Peruzzi22 settembre 2018
Quel dolce far niente, quel vuoto da modo di osservare e "rimirare" tutto quello che circonda il mondo e le altre persone. La staticità spesso non è sinonimo di malinconia e tristezza ma di consapevolezza del nulla e del vuoto che hanno dimora nel proprio esistere.

