L’ipocrita
You Don’t Know Me
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Il vezzo è lo stesso
correggere il prossimo
sentirsi in dovere
di dissentire da qualunque questione
ignorando che il fine è lo stesso
dispetto male interpretazione
o velata menzogna si scaglia
con tutto se stesso
in diatribe costruite dall’ego
o dall’insicurezza del bisogno
il sogno diventa incubo
marcisce dentro
l’ipocrita lascia le parole al vento
sperando che colpiscano
e facciano centro senza sapere
che tutto quello che c’è da capire
se si fermasse un momento è
trovare la forza di guardarsi dentro
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Eolo23 ottobre 2018
Condivido in tutto questo tuo testo ben scritto e sentito nella tematica trattata. Versi di profonda introspezione, di denunzia e riflessione. Molto apprezzata!

