845 lettori online · 357.492 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Sara Acireale
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Sociale 24 ottobre 2018 · lettura 1 min · 4372 letture

Il canto di un migrante

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
+ Segui
La mia terra è lontana, il mio canto evapora col respiro del vento. Son partito di notte dietro di me ho lasciato la paura e il tormento ho camminato tanto fino a fermare il tempo. Terrore dentro gli occhi per chi non sa nuotare siamo in balia delle onde si compie il nostro fato. Il mio cuore sopporta un antico retaggio. - la guerra con la miseria degli affanni per poi annegare dentro l’acqua della vergogna -
#Vento#Paura#Notte#Piangere#Cuore
♥ 9 💬 15
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Poesia partecipante al Premio Scrivere 2018 nella categoria sociale per il tema "Migranti: Tante storie, Umanità disattesa”.

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


La speranza di gente disperata è spesso legata (sergio garbellini)

Piaciuta e apprezzata, ... (Maria Luisa Bandiera)

bellissima! complimenti poetessa! emozione! (Stefana Pieretti)

Ognuno dovrebbe vivere dove è nato. (Umberto De Vita)

Una poesia che commuove e che condivido! (Patrizia Ensoli)

Grande lavoro. (Pagu)

Complimenti, Sara. . (Marco Galvagni)

Come sempre ci hai abituato al più! (Marinella Fois)

Complimenti poetessa! Un abbraccio affettuoso! (Marinella Fois)

Se tutti avessero la tua sensibilità, il mondo (Franca Merighi)

sarebbe diverso. Complimenti Sara! (Franca Merighi)

intensa saretta S e L cara (carla composto)

Versi veri e profondi! (Michelangelo La Rocca)

Complimenti SARA! Un caro saluto! (Giovanni Ghione)

Complimenti Sara... un caro saluto (Giacomo Scimonelli)

Versi da tenere sempre presenti, b uona giornata (Vito Franco)

Commenti (15)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Augusto Cervo24 ottobre 2018

Parole nette e precise che denunciano una vergognosa piaga dell’umanità.

Eolo24 ottobre 2018

Testo struggente che commuove, in un retaggio antico oltre un significato, di lotta, miserie rivalse. Versi che descrivono col cuore e l’anima una gente forte e intensa, attraverso vicissitudini affrontate per affermare la propria dignità. Molto apprezzata!

Umberto De Vita24 ottobre 2018

Lasciare la propria terra per sbarcare in un altro luogo dove non si sa cosa si puo trova è una esperienza da far tremare i polsi. Avevo sedici anni ed ero quasi un bambino a quei tempi, quando sbarcai a Firenze lasciano la mia terra di Sicilia (a Messina) I miei genitori erano spaesati e dubbiosi come e più di me, so cosa vuol dire tutto questo. Questa poesia ben scritta mi ha fatto rivivere quei giorni in cui ero triste e spaesato.

Pagu24 ottobre 2018

Una triste realtà ottimamente rappresentata dalla brava Poetessa i cui versi fanno riflettere, fino alla commozione. Tutti hanno diritto a una vita dignitosa e libera, lontano da guerre e carestia e tutte le nazioni dovrebbero non solo capire, ma anche aiutare. E’ una poesia che arriva lontano, là... dove finisce la luce e inizia il buio di situazioni veramente al limite. Grande lavoro.

Marco Galvagni24 ottobre 2018

Una triste realtà tradotta in versi con maestria. Mi hanno colpito soprattutto l’apertura e la chiusa dove si evince in particolare la precarietà e la sofferenza della situazione descritta. Tutta molto espressiva, comunque.

Marinella Fois24 ottobre 2018

Sempre dedita al sociale, la cara autrice descrive in versi un vecchio retaggio. Poesia che commuove e fa riflettere!

Franca Merighi24 ottobre 2018

Versi che arrivano in fondo all’anima, perché li ho vissuti in carne propria. Quel paese straniero che ha accolto me e tutta la mia famiglia si chiama Venezuela. Era il più ricco di America Latina... Ora, la gente muore di fame e non c’e nessuno che gli tenda una mano! Stiamo attenti noi Italiani, che la nostra situazione non è bella per niente!

carla composto25 ottobre 2018

testo che tocca il cuore un tema sociale importante ben trattato dalla vslete poetessail miosicero plauso per questa bella opera

Michelangelo La Rocca25 ottobre 2018

Poesia che conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’alta sensibilità umana e sociale della poetessa. Il dramma della migrazione è l’autentico dramma del terzo millennio e riguarda tutti i Paesi, tutti continenti. Occorre senso di umanità e di alta sensibilità per trovare la giusta coesistenza. Apparteniamo tutti alla stessa razza, quella umana, siamo diversi colori ma abbiamo gli stessi valori. Prima lo comprendiamo meglio è per tutti, prima che sia troppo tardi. Complimenti alla Poetessa!

Giovanni Ghione25 ottobre 2018

"La guerra con la miseria" è Il Verso Che spiega l’amara realta’ Che ci circonda. I fatti vissuti le contrastanti posizioni i conflitti e le dolorose vicende partono tutte da quel verso . E ‘ necessario Che le ricchezze acquisite nei secoli dai colonizzatori tornino in qualche modo da Dove sono pervenute!

Giacomo Scimonelli26 ottobre 2018

Si spendono centinaia di miliardi di euro per esplorare lo spazio o per arricchire gli arsenali militari mentre ci si dimentica degli esseri umani che giornalmente muoiono in ogni parte del globo... non si pensa minimamente ad aiutare persone che convivono con la morte e con la paura... gente costretta a scappare dalla propria terra per cercare pace e serenità... uomini, donne e bambini che sfidano la morte per riuscire a dare un senso alla propria vita. In questi versi l’Autrice riesce a trasmettere la propria sensibilità con parole e pensieri commoventi che si possono solo condividere... un testo chiaro e coinvolgente

r
romeo cantoni26 ottobre 2018

...Questo Canto che nasce da un cuore che sopporta un’antica sofferenza dovrebbe essere letto da coloro che fabbricano armi come ricorda Giacomo... ma temo che non ci sia niente da fare... d’ altronde il Libro dei Libri è una ripetizione continua di violenze, in nome di Dio, ovviamente... nemmeno l’aggiornamento dei Quattro Vangeli con la preghiera di porgere l’ altra guancia ha mutato l’animo dei mortali... temo che la Bellezza come scrive Dostoevskij nell’ Idiota non salverà il Mondo...

Danilo Tropeano30 settembre 2019

Meravigliosa struggente lirica che decanta tutta la drammaticità della tragedia destinata ad esser la più rovinosa dell’umanità se un’inversione di tendenza ad affrontarla non ci sarà. Apprezzatissima poesia.

Vito Franco17 marzo 2021

La Poetessa indossa i panni dell’immigrato che lascia la sua terra pervasa da guerre e distruzione, per imbarcarsi su mezzi non appropriati e nelle condizioni di non saper nemmeno nuotare, e lo fa con molto trasporto, quasi con partecipazione al dolore denunciando un fenomeno inumano a cui l’attenzione volge altrove.

Duilio Martino18 marzo 2021

Ieri 17 marzo 2021 ricorreva il 130° anniversario della tragedia dell’Utopia, una nave affondata a Gibilterra con i 563 morti... contadini migranti italiani. La storia non cambia. Chi ha fame cercherà sempre condizioni di vita migliori, nessuno abbandona la sua terra a cuor leggero.