La casa che abbracciava la mia infanzia
Roberto festa
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la casa che abbracciava la mia infanzia
nel vento che soffiava popolare
fra porte cigolanti di sudore
e in panni
ancora bianchi di parole
è un vaso
agonizzante per l'attesa
di quella maledetta ultima goccia
di giorni
che hanno il tempo che trabocca
in terre dove sembra tutto taccia
quasi in oblio che satura ferite
s'affaccia
malinconica
al balcone
e indifferente
non lascia presagire
se stia pensando
o si voglia buttare
dal drappo putrefatto di quel muschio
che sfrangia
vellutato
il cornicione
e forma ricoprendolo un paesaggio
che vela
generoso l'esplosione
del tufo
che si regge fra speranze
e sfida senza tregua l'infinito
che regna silenzioso nelle stanze
di questa casa
in cui m'han partorito
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L'autore
Roberto festa
Commenti (1)
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M
Marina Como13 dicembre 2007
Uno stupendo quadro impressionista, dove la solitudine sovrasta la malinconia della casa in abbandono. Un bellissimo linguaggio che descrive anche in metafora introspettiva e trasporta con un ritmo variegato che accompagna il lettore nelle sfumature di colore.
