Al bordo del tavolo
La figlia di Delia
aveva un
viso delicato e sbarazzino.
Non aveva più
i capelli ricci di
quando
era entrata nella sede
della CGIL
di via 1 maggio
suscitando le
esclamazioni di meraviglia
dei compagni.
Questa sera
mossi,
castano chiari e
un viso
angelico
con gli occhi
di Delia.
Diabolici.
Era circondata
da una piccolina
accanto
sul seggiolino applicato
alla tavola,
poi un’altra di
tre o quattro anni
con il suo viso,
capelli lunghi
con riflessi dorati,
intenta al tablet.
Due maschietti
il più grande
di cinque o sei anni,
capiscione,
e il piccolo la
sua ombra.
Facevano
spola tra
il tavolo dei genitori
ed un altro
a perpendicolo
dove erano sedute una
quindicina di persone
vecchie,
forse i nonni, forse
noi.
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