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Natura 28 ottobre 2018 · lettura 1 min · 1432 letture

Vento Matese

Mina Cappussi 89 poesie pubblicate
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Vento irrompe costruiti, gualciti recinti d’illusa tranquillità. Convocate nuvole sostengono danze di resinoso verde nell’immoto contrasto di adusa roccia di vetusta età. E’ potenza il silenzio vestito di urla di agitati mondi; grigio e indistinto l’orizzonte di nero e di luce avanza. Dirimpettaio abete più forte danza fa paura a chi affaccia e se la ride. Rispondono pioppi in lontananza incorniciano il fiume scolorati d’autunno e di foglie perite. Più oltre gli olmi si muovono lenti frondute vesti disegnano l’aria. Stanno le case, note stonate nel movimento che impazza di vento. Sta la Crocella, morbidi i fianchi tra San Michele e la Civita, distaccato sacello di trascorse civiltà. Scurisce il cielo grigio d’orizzonte si fa etereo e scompare alla vista, rotto da strali di luce accende voli al riparo mossi. Da possanza rapita anelo unirmi alla danza: non il muoversi lento degli olmi laggiù, né il sincronico vortice di pioppi scarniti, è l’abete che dipinge lo sguardo di moto incalzante sfumato di blu.
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Rapita dalla potenza del vento, osservo in torretta il movimento della natura. Danza forte l’abete dirimpettaio, che i condomini vorrebbero abbattere, se la ride spaventando chi lo guarda oltre i vetri. Danzano i pioppi allineati lungo il fiume Biferno, mentre gli olmi fronduti, in lontananza, paiono muoversi lenti. Al moto generale fa da contraltare la staticità delle case e del monte Crocella, sentinella al passaggio di antiche civiltà. E mentre osservo uccelli volare alla ricerca di un riparo, sogno di essere anch’io quella danza rubata all’abete. Da “Fotopoesia” il movimento poetico

L'autore
Mina Cappussi
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