Vento Matese
Mina Cappussi
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Vento irrompe
costruiti, gualciti
recinti
d’illusa tranquillità.
Convocate nuvole
sostengono
danze di resinoso verde
nell’immoto contrasto
di adusa roccia
di vetusta età.
E’ potenza
il silenzio
vestito di urla
di agitati mondi;
grigio e indistinto
l’orizzonte
di nero e di luce
avanza.
Dirimpettaio abete
più forte danza
fa paura a chi affaccia
e se la ride.
Rispondono pioppi
in lontananza
incorniciano il fiume
scolorati d’autunno
e di foglie perite.
Più oltre gli olmi
si muovono lenti
frondute vesti
disegnano l’aria.
Stanno le case,
note stonate
nel movimento
che impazza di vento.
Sta la Crocella,
morbidi i fianchi
tra San Michele e la Civita,
distaccato sacello
di trascorse civiltà.
Scurisce il cielo
grigio d’orizzonte
si fa etereo
e scompare alla vista,
rotto da strali di luce
accende voli
al riparo mossi.
Da possanza rapita
anelo unirmi alla danza:
non il muoversi lento
degli olmi laggiù,
né il sincronico vortice
di pioppi scarniti,
è l’abete che dipinge lo sguardo
di moto incalzante
sfumato di blu.
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Mina Cappussi
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