Umanità
Daniela Dessì
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L’amore che porto
nell’altrui rispetto,
cosicché guardandomi a fondo
colgo dell’umano il riflesso.
Non è che l’esigua parvenza di me,
un uomo bacchettato dal destino avverso,
pur si trascina e ritto rivendica l’amore negato.
Chi siamo?
Del tempo portiamo l’affanno
in folate di anni che passano,
minuti accesi sul fuoco di un rogo che brucia la nostra esistenza.
Postulati prossimi a chinare il capo,
a svanire in eterno.
Pur siamo, nel congruo pensiero della vanità.
Siamo effimeri, ma del vacuo respiro
in corpo l’aria effondiamo.
Fantocci fasulli della teatralità,
perfetti attori di uno smisurato
pentagramma
in cui traballano note di passi incerti.
Ancor non abbiamo imparato a volare,
ma degli uccelli seguiamo l’onda di un volteggio
che diviene pensiero nella danza del vento.
Anche le parole incenerite sulle braci del patibolo
rivendicano la persistenza della memoria
nel tempo implacabile.
Pur siamo,
battito d’ali che schiude le nostre mani al cielo.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Complimenti Daniela, un caro abbraccio. (Marinella Fois)
Commenti (1)
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Marinella Fois31 ottobre 2018
chi siamo si domanda l’autrice di questi versi, siamo il riflesso della società? Versi che coinvolgono e invitano a riflessione.

