Perdono

Raggomitolato in un angolo
d’una stanza senza porte ne finestre,
solo una luce bianca, ovattata,
rischiara le pareti in grigio scuro,
scendendo da un soffitto,
lontanissimo e scoperto.
Esiste condizione peggiore,
per lo spirito d’un uomo?
Fosse nel buio,
almeno non vedrebbe,
la sua così, avvilente
e meschina situazione.
Perdono,
chiede in silenzio,
ho fatto troppi sbagli
in questa vita,
perché continuo
ad essere osservato?
Tanti altri
errori madornali compirò.
Sei tu che osservi te,
gli si risponde
e non sai perdonarti
da te stesso.
Nessuno qui,
ti vuole condannare,
solleva il capo
e guarda verso il cielo,
tu, nello spirito,
sai come volare,
togliti via
da quella situazione,
come ti ci sei messo,
puoi scappare.
Il cuore tuo t’inganna,
chiede la tua condanna,
non gliela dare vinta,
vola verso la vita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
