Svestita

Non chiedermi che indosso questa sera.
Il tempo per un’altra primavera
è così breve e scivola a domani
coi suoi trascorsi amari e felliniani
tra questo andare avere e ritornare
che senza dubbio non mi può bastare
per dare nuovo spazio al suo destino
nascosto dietro i vetri e sul camino.
Non dirmi che c’è tempo per cantare
dietro il sipario del crepuscolare
e contro il vento atteso e rinnovato
dal cuore e dalla mente e il resto è dato
tra i salti alti e rari in fondo al viale
dove attendevo i passi e rateale
fingevo di incontrarti ogni mattina
verde e gemmata con l’erba pratellina.
Non mettere il bicchiere sulla porta
del desco tanto sai che non mi importa
ballare questo inverno accanto al fuoco
felice dei ricordi e ancora un poco
mi accorgo che sei viva ma distratta
dell’essere nel bosco la cerbiatta
che vinta dal miraggio della vita
cammina avanti e indietro ormai svestita.
©
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