I Morti
Massimiliano Zaino
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Eravamo la Notte senza Luna,
le èllere ignude in su’ i muri del Fato,
le flebili canzoni di compari
avvinati e giocosi. Eravàm Sogni.
Eravamo i cuscin cui si dormì
un sonno quasi eterno che alle prime
fiamme dell’alba riedeva. Eravàm
il bronzo che urlò dal profano Tempio
bestemme oscene al ventre delle madri.
Eravamo gli ardori delle vergini
che vollero cullare i nostri figli
dopo un bacio nel vel d’un spoglio letto.
Eravàm il tepòr del sangue delle
rose mietute da’ i nostri doveri
di femmine maledette; èram fasce
a soffocare i primi eterni pianti.
Eravamo le morbide ghirlande
intrecciate su’ i volti degli Eroi
e delle tombe; le arpe fragorose
degli assalti di guerre e di doglianze.
Eravàm ombre della sabbia istriona
d’ogni naufragio. Morti! non che morti,
nient’altro siamo oramai in tante zolle
benedette! e il talare abito nero
del prete, e il suo aspersorio sono gli ultimi
ricordi che conserviamo ne’ loculi,
dove Tu benedici il nostro cenere,
dopo tanta illusione, oh diva Morte!
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ineludibilità della Morte e rimpianto... Splendida! (carla vercelli)
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