Sembianze
Ho rubato
le tue sembianze
e ora ti scrivo
con l’inchiostro nero
della tua assenza,
rovina di una vanità mortifera
che ha reso eterno
il tuo sonno,
confinando me
su quell’isola,
chiamata “ricordo”.
Ed è così,
che allo specchio
vedo te,
con le dita tra le chiome
e il rossetto sulla bocca.
Ed è così,
che allo specchio vedo me
con i tuoi lineamenti,
sostanza di figlia, donna e madre,
grazie a te.
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