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Introspezione 9 novembre 2018 · lettura 1 min · 1203 letture

Il mio dolore

Anna Rossi 667 poesie pubblicate
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Abbraccio il mio dolore lo cullo come un bambino, e lo tengo stretto per paura di svegliarlo... Lo allatto con il passar di giorni bui e gli sussurro nenie di pianto Lo sento dormire e sospirare sogni d’attesa ma come una madre attenta, non faccio rumore e silente vigilo il suo sonno. E’ l’alba poi giunge la sera ed infine quando la notte si fa di piombo, lo difendo, affinché il suo lamento non venga disturbato... Ma già so, che un dì, sarà libero al risveglio e piegata come un ramo, sotto la coltre bianca, ascolterò il suo grido.
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Anna Rossi
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SL Annina bella (carla composto)

Bella ed originale sf. Buona serata (Alberto De Matteis)

bellissima! complimenti poetessa! (Stefana Pieretti)

È così (Francesco Falconetti)

un abbraccio Anna... (Giacomo Scimonelli)

Commenti (5)

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carla composto9 novembre 2018

bella questa metafora il dolore come bambino da custodire da tenere protetto, versi intensi e molto belli elogio alla poetessa

Alberto De Matteis9 novembre 2018

Leggo con sommo piacere questa poesia che considero come l’apoteosi del dolore. In questi bei versi il dolore viene personificato, diventando un bambino che la madre amorevolmente culla. Viene abbracciato, lo si lascia dormire e in silenzio si vigila il suo sonno facendo in modo che il suo lamento non venga disturbato. Una originale metafora di quel dolore dell’esistenza umana che, lungi dal gridarlo ai quattro venti, viene vissuto nell’intimità della propria anima e del proprio cuore. Lirica apprezzata molto per forma e contenuto.

Stefana Pieretti9 novembre 2018

bella in ogni verso questa lirica abbracciare il proprio dolore e come una madre cullarlo, allattarlo non disturbare il suo sonno ma il cuore aspetta che arrivi quel giorno e sentirà il suo grido una lirica molto, molto apprezzata!

Eolo9 novembre 2018

Testo struggente in una metafora del dolore che implica sentimenti d’amore. Un tempo sospeso di nenie, ricordi, rimpianti, il nutrire la sofferenza nella quale intravvedo metamorfosi di speranza. Molto apprezzata.

Giacomo Scimonelli10 novembre 2018

Un testo importante... affrontare il dolore e non farsi sottomettere dalla sofferenza... cullare e vegliare il dolore... non sbandierare ai quattro venti la sofferenza che tante volte si vorrebbe urlare... Giorno dopo giorno il dolore si nutre di sofferenze e dispiaceri... e poi la notte, quando il buio avvolge la vita, si cerca di non far rumore per non svegliarlo... La chiusa mi ha colpito in maniera particolare... Autrice sempre attenta ad esternare le proprie emozioni con dolcezza e garbo... emozioni che spesse volte nascono da una sofferenza interiore e dalla sensibilità spiccata