L’alba d’inverno

Eccoti i miei occhi
trovati, ammira
le tue coste frastagliate
e me
l’onda che s’infrange
prepotente, mai stanca
ribelle ma fidata.
Nelle pupille
- quando mi guardi -
c’è l’alba d’inverno
un brivido d’aria
nell’abbraccio del Sole.
Eccoti la bocca
esigiti, assaporati
sei miele cullato dalle api
inaccessibile proibito,
incauto desiderio.
Ecco il mio pensiero
indagati, ritrovati
sei sparso un po’ dovunque
più della luce nei mezzogiorni d’estate.
Capisciti, conosciti
tu come le nuvole
io come vento
se soffio un po’ di più
se mi avvicino troppo
veloce fuggi nel cielo.
©
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L'autore
RossellaP
Rosa, vivo e nasco a Roma. Un po’ per vocazione, un po’ per diletto. Laureata in filosofia, appassionata d’arte. Amo la letteratura francese e italiana, sostenitrice del dolce stil novo.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Brava Rossella, è molto bella e originale. (Sara Acireale)
Commenti (2)
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Sara Acireale9 novembre 2018
È veramente deliziosa e originale. Gli ultimi sei versi hanno colpito la mia attenzione. Mi piace l’immagine delle nuvole e del vento per questo amore impossibile. Un amore così rimane sempre dentro il cuore appunto perché è irrealizzabile. Versi da me apprezzati.
Antonella Garzonio10 novembre 2018
La precarietà di un amore impossibile fa si che se ci avviciniamo fugga veloce nel cielo. Dentro di noi rimane un brivido d’aria, custodito gelosamente per sempre. Che bella!


