Distopico
Paola Riccio
278 poesie pubblicate
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Se di te non ho
che una voce virtuale
e un pensiero serale molle
in distopico divenire di sassi
e briciole: deserto.
Rallento il pensiero
di un abbraccio rifugio
che spodesti la stanchezza
e alluvioni il cuore,
anche questa sera.
E’ utopico
il senso che ho dato,
errando, alla voce
fittizia che ostenti.
©
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L'autore
Paola Riccio
Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Intrigante verseggiare pittorico. Bello. (numerouno)
la voce utopia di desideri sognati, (Pino Gaudino)
Paola, è bellissima... (santo aiello)
sempre interessante leggerti. (Augusto Cervo)
...che alluvioni il cuore, meraviglia!!! (Lara)
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano15 novembre 2018
La distopia è il contrario dell’utopia: il futuro appare indesiderabile, ostile, conforme alla società totalitaria e tecnocratica prevista da George Orwell. La poetessa, con le sue solite originalità e stringatezza (di stile e di contenuto), si lamenta (giustamente) di una storia d’amore distopica, mi sembra di capire. I telefonini, i computer, tutte le più moderne invenzioni della tecnica non potranno mai soddisfare come la presenza reale dell’altra persona, caratterizzata dal suo sguardo, dalle sue parole vive, dai suoi pregi (e difetti) messi inevitabilmente in primo piano.
