Due mesi d’Aprile o assopite veglie
Se mai piovesse quiete
saresti stato vento
su due mesi d’Aprile, tu- io,
tremacuore d’inconsueti altrimenti.
Suoni d’occhi e vibrare dolce di pelle
noi, non riaperte voci che fummo.
C’è che il palmo si leva
sull’ora delle prime sere, ora
al riparo d’ormai assopite veglie.
©
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