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Fantasia 22 novembre 2018 · lettura 2 min · 1095 letture

L’attimo estremo della nostra vita

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Nei giorni che precedono la morte s’avverte come un senso di stanchezza con varie problematiche distorte che recan sensazioni d’amarezza. Si pensa al mondo in modo alquanto strano con interesse prossimo allo zero, si tocca veramente con la mano quel senso di abbandono e di mistero. Non ci appartiene più quel grande amore provato per la vita e la natura, si sente come un vuoto in fondo al cuore che ci trasmette un’orrida paura. Le gambe s’induriscono, pertanto non hanno più la voglia a camminare, il corpo è stanco e si sente affranto, desidera soltanto riposare. S’abbassa la pressione all’improvviso ed il cervello ha un forte annebbiamento, si spegne in faccia l’ultimo sorriso ..., le forze hanno un grave impedimento. Con gli occhi che si spengono in eterno, sparisce pure il senso della vita, non sente più gli indizi dall’esterno ..., e la commedia splendida ... è finita! La mano solamente resta attiva, descrive con minuzia ogni passaggio di crisi che trascina alla deriva, lasciando questo tragico messaggio! ...La morte se la ride soddisfatta, cancella un elemento dalla vita, perché lei non conosce la disfatta ed ogni volta vince la partita! ...Ho messo in versi l’immaginazione, mancando un’esperienza assai diretta, mi sono avvalso dell’ispirazione per scriver questa lirica ... “civetta”!
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Come nel mio stile, mi avventuro ogni giorno su temi diversi, questa volta sono andato oltre, immaginando l’attimo estremo della nostra vita, laddove i sintomi si avvertono, ma non possono essere trasmessi al di fuori per la dinamica estrema che non prevede contatti con il mondo esterno. Non era facile descrivere queste fasi finali in quanto mancando una relativa e precedente esperienza i fatti potevano solo chiedere aiuto alla fantasia. Pertanto mi sono avvalso di quest’ultima per descrivere le ultime fasi della nostra esistenza sperando di non aver deluso il lettore.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (1)

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Berta Biagini22 novembre 2018

Credo proprio che l’autore abbia azzeccato in tutto e per tutto quanto avviene prima dell’ultimo traguardo della vita - che non vorremmo mai che arrivasse – ma dobbiamo mettersi l’anima in pace, a questa ultima fermata non potremo mai ribellarci come a volte siamo abituati a fare. Assolutamente no! Il lettore non può essere deluso – anzi conferma quanto purtroppo dintorno accade.