I viaggi di una volta
Ricordo quei vecchi viaggi in treno
dove un intero paese improvvisato
condivideva col sedile, il pane e il vino,
conversando come fosse imparentato.
Ritmando dolcemente di continuo,
il treno scandiva a ogni stazione,
il progresso di quel tragitto umano.
Il treno era la stessa condizione:
tutti signori e tutti nella fanga,
uniti da quell’unico destino.
E se l’Italia pareva tanto lunga,
il mondo ci sembrava più vicino.
Sfrecciando con i treni del progresso,
oggi, ciascun passeggero è con se stesso,
collegato con tutti, nel mondo virtuale,
ma impenetrabilmente solo
con il suo cellulare.
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