Nel Castel di Favale
Raffaele Scarano
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L’ode dei versi tuoi ancor trastulla
dove scorre il Siri e’l suo fervore;
c’accarezza e bagna i prat’in fiore
e sfocia a riposar dentro la culla;
lì nel sangue annegò la pia fanciulla
ove perì, frà la poesia e l’amore;
trafitta da daga dritta in core
per fraterna mano vile e grulla;
Favale ancor respira il suo dolore,
e il sangue che bagnò la pietra brulla
sbocciò di rose sulla triste altura;
Nel castello vaga ancor senza timore,
e le sue bianche spoglie come betulla
si son perse hai me, frà le fredde mura.
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Raffaele Scarano
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