Echi

Le nostre orme sono invisibili, la terra
li racchiude, le copre di bellezza
e tu fosti mia un giorno, un’ora in primavera
dove le foglie nacquero dal silenzio
dove era passata la nebbia ed il gelo
posammo le nostre voglie,
accendemmo un fuoco, a rischiarare
la notte, dove passammo noi
dove giacemmo, si sente ancora un grido
un’oasi di stelle, dove più distanti
gli echi più non tornano,
non sanno più ferire.
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