Gli emarginati
Daniela Dessì
1195 poesie pubblicate
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Aspettano l’alba
rintanati nei bozzoli di vicoli
per paura del contagio umano,
dove le ombre si annidano
tra ritagli di cartone fatti a mo’ di letto,
infeltrito dal nauseabondo fetore
che emana la solitudine.
Li bagna la pioggia e il gelo diventa costante,
tutt’uno coi ricordi del passato chiuso tra mura domestiche
dimenticate dal tempo.
Vivono come cani randagi, vagano silenziosi,
tastando i passi che si allontanano di fretta
temendo la peste e i roditori
in mezzo a una fogna di vita.
Lontano, fumano le case,
dai vetri illuminate stanze racchiudono il calore di una famiglia.
Gli emarginati senzatetto, riparati dal cielo stellato
rivolgono a Dio i loro pensieri,
non parlano se non con se stessi,
abbracciati a una panchina che ristora
l’animo, appesantito dalla cattiveria del mondo.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
apprezzatissima... un abbraccio, b.domenica (emiliapoesie39)
Grande sensibilità sf. (Alberto De Matteis)
Una grande verità, in versi profondi!! (Ventola raffaele)
Commenti (1)
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e
emiliapoesie3925 novembre 2018
versi che arrivano e fanno pensare e riflettere perché in una società che si chiami tale esseri umani pensanti con un cuore a volte poetico si abbracciano ad una panchina...? molto apprezzata e attenta l’autrice...
