Outcast

Io ti canto emarginato
dalla vita licenziato
volto franco della messa
con la notte da papessa.
Io ti canto dolce amico
come te dall’ombelico
mia gioconda confusione
sei comunque una ragione.
E se il mio canto può spezzare il velo
lo faccio senza scomodare il cielo
col cuore e con la mente insaporito
col verbo del tuo mondo preferito
sicuro che domani questo gelo
si sciolga sulla strada col suo zelo.
Io ti canto defraudato
nel tuo essere bacato
da che cosa io non comprendo
e per questo non mi vendo.
Io ti canto in ogni modo
e dal letto non mi schiodo
sei tu l’anima mia vera
senza laccio né barriera.
©
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L'autore
Jo Kondelli Ghezzi
Ho quasi sedici anni, vivo dalle parti di Chiavenna, sono uno studente liceale, ho un complesso musicale di cui sono paroliere, suono la chitarra e mi diverto a scrivere poesie per me e giochi di parole, per puro divertimento e non credo di essere molto interessato al mondo della poesia.
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