Mani sul mio corpo, ritorno
claudio coppini
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Aveva finito di parlare
la sala ancora gremita
e il soffitto si spalancò
al cielo.
Per tutto il tempo
della presentazione
del suo libro
delicatezza di sguardi.
intimità di cuore.
Ora che le persone
uscivano dalla sala
con quel prezioso diario
sottobraccio,
non non poteva
correre il rischio
di perdere
l’attimo fuggente.
Aperto uno spiraglio
tra gli astanti
ne dribblò un paio
e mi raggiunse
con un balzo felino
prima della porta
con un placcaggio poderoso
l’abbraccio di un’onda
che m’avvolse.
Un abbraccio insperato
nudo, forse disperato.
Non stetti a decifrarlo
lo accolsi e basta.
intanto l’abbraccio
si dilatava imperterrito.
noncurante degli altri.
Io lo assecondai
e me lo tenni addosso
"come una camicia,"
un sussurio all’orecchio
"Grazie di esserci",
le sue parole.
Fluire misterioso,
acqua carsica
degli amanti,
impossibile
interpretare.
Chissà se sarebbero
stati pronti a spiccare
un altro volo sulla città?
Quello stringersi così forte
era più di un presagio.
Ma c’era da fare i conti
con il drago addormentato
dagli artigli d’acciaio.
Cosa avrebbe fatto
al suo risveglio?
Un sorriso largo e deciso
sciolse l’abbraccio,
li prese per mano
e senza dire nulla
li accompagnò
a casa.
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claudio coppini
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