Velleità
L’adrenalina scorreva a fiotti
nelle notti passate sul balcone
a scalare riflessi argentati
e bere nell’incavo tuo gemente
la rugiada della rosa del prato
Rivedo le tue forme bronzine
seguire il ritmo di luminarie agostane
che mostravano sui fianchi snelli
le ogive esplosive delle battaglie passionali
che complici ci vide
assediati dai nemici insonni dell’Amore.
Amavo solo io allora, e ci bastava
prestavo ascolto al mio cuore
in adorante attesa
impaziente dei mesi, furioso delle settimane.
Ma avesti paura dell’uragano e del tuono
che urlava dentro il petto
e sotto raffiche di parole calcolate
rientrasti in porto a vele spiegate
rendendo vano il desiderio
dei nostri sensi impenitenti
cui solo un folle può rimanere alieno
al ricordo dei tuoi baci
che lasciavano il sapore trasgressivo
di una felicità mistica e sensuale.
©
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