Karun
Lettor, fin qui mi segui, ma presto, ritorna
a riveder le fike: la morta che risorge
dai veleni, le misere pike dispettarono
perdono con macabra veste da cerimonia oscena
O più e più i globi ritorci, risforma il grugno
e la voce, laido il risotto sotto i baffi
di piombo, scintilla la nevicata pupilla
ihihihi nitrisci come cavalli da monta:
la polla d’acqua che sale dal pozzo nero
passa per palla dea pollo, skalliopé la impesta
novi musi storkono l’orka: uno scemo di guerra
tra gli skeletri risiede senza smarrirsi e scomporsi:
quei gloriosi che andarono al kolko si skifarono
come voi farete di Iason fatto bifolko?
E come un quadrello posa e vola e quindi a ritroso
si dischiava, vidi miserevol cosa girare
e rigirare velocissimo nell’aria: un frisbi
sibilava in alfabeti di coniche spirali
a due spanne dalle nostre persone: la pianta
circolare aveva sagomata una mostricciatura
ad uopo: pendenti boccoli di lana, rotelle
di fuoco in fronte un inviluppo di serpi "Ecco,
ecco Karun il demonio re dei goops viventi
il preciso trasportatore d’anime morte”
Poi dalle labbra nere del dischello partì un ordine
scomposto "Disastrosi ingegni, o muro temporale
date orecchio e fede al dettato della birifrangenza
animale: c’è una cittadella interconnessa
con le semplici forme che il tempo complessa qui
al di sopra delle vostre spoglie, una cittadella
che vi ottagona il corpo e dove fra poco in procedure
andrete: essa ha solo il segno che gli ha dato
la mostruosità che lì abbonda, il resto è pura
sostanza materica, necessità di forma:
kaman kaman kaman, saltatemi dietro "
E quando fur quece le lanoce goce
al noccier de la livicia paluce
che incia a li oci avea di brace roce
rattamente saltavamo sulla noce
taurina del collo in rilievo
ancorandoci stretti alle stoppe
e poscia che il goops giroscoposo
ci roteava un’infinita storia
stransumanando nei gradi dell’incoscienza,
io mi svenia come in caduta moscia un greve
©
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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