308 lettori online · 357.829 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 1 dicembre 2018 · lettura 2 min · 625 letture

Karun

p
paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
+ Segui
Lettor, fin qui mi segui, ma presto, ritorna a riveder le fike: la morta che risorge dai veleni, le misere pike dispettarono perdono con macabra veste da cerimonia oscena O più e più i globi ritorci, risforma il grugno e la voce, laido il risotto sotto i baffi di piombo, scintilla la nevicata pupilla ihihihi nitrisci come cavalli da monta: la polla d’acqua che sale dal pozzo nero passa per palla dea pollo, skalliopé la impesta novi musi storkono l’orka: uno scemo di guerra tra gli skeletri risiede senza smarrirsi e scomporsi: quei gloriosi che andarono al kolko si skifarono come voi farete di Iason fatto bifolko? E come un quadrello posa e vola e quindi a ritroso si dischiava, vidi miserevol cosa girare e rigirare velocissimo nell’aria: un frisbi sibilava in alfabeti di coniche spirali a due spanne dalle nostre persone: la pianta circolare aveva sagomata una mostricciatura ad uopo: pendenti boccoli di lana, rotelle di fuoco in fronte un inviluppo di serpi "Ecco, ecco Karun il demonio re dei goops viventi il preciso trasportatore d’anime morte” Poi dalle labbra nere del dischello partì un ordine scomposto "Disastrosi ingegni, o muro temporale date orecchio e fede al dettato della birifrangenza animale: c’è una cittadella interconnessa con le semplici forme che il tempo complessa qui al di sopra delle vostre spoglie, una cittadella che vi ottagona il corpo e dove fra poco in procedure andrete: essa ha solo il segno che gli ha dato la mostruosità che lì abbonda, il resto è pura sostanza materica, necessità di forma: kaman kaman kaman, saltatemi dietro " E quando fur quece le lanoce goce al noccier de la livicia paluce che incia a li oci avea di brace roce rattamente saltavamo sulla noce taurina del collo in rilievo ancorandoci stretti alle stoppe e poscia che il goops giroscoposo ci roteava un’infinita storia stransumanando nei gradi dell’incoscienza, io mi svenia come in caduta moscia un greve
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
p
L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!