Raccontare implica ascoltare
Seduto al tavolo in disparte con
il bicchiere di vetro ormai vuoto
tra le mani e dopo aver bevuto vino
anche lo sguardo diventato astioso
provoca reazioni contrastanti
Eri tu poeta, ciondolavi collerico
con il viso stanco di troppa strada
percorsa bene e male, in quel
dopo sbornia passato a vomitare
l’ingordigia soddisfatta in tutta fretta
parole che vorrebbero mettere a tacere
la vita che per un attimo si è distratta
la vita che per un attimo ha ceduto
ma tu che sei più forte hai combattuto
per regalare a noi un po’ del tuo coraggio
non come esempio da voler imitare
la tua unicità che è singolare, ma per
il piacere di leggere nelle tue memorie
il dolore e l’amore vissuto con il cuore
di eterno bambino dalle sembianze d’uomo.
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Commenti (2)
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Berta Biagini3 dicembre 2018
Purtroppo non sempre riusciamo a capire il motivo di chi “affoga” in un bicchiere di vino – la vicinanza, l’affetto, l’interpretazione della vita anche passata sono nodi non per tutti ben definiti ed è qui che subentrano le incertezze, i timori che spesso si cercano in quell’inutile bicchiere che fa solo del male – perfino l’amore non riesce a debellare quel traguardo che a differenza di altro non mira ad alcun podio.
Silvia De Angelis4 dicembre 2018
Alcuni, nei momenti difficili della vita, "affogano" il dolore nell’alcool, ignorando che, questa azione, diventerà una pericolosa dipendenza di vita. Versi apprezzati

