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Riflessioni 5 dicembre 2018 · lettura 2 min · 1125 letture

L’autunno della vita

Michelangelo La Rocca 413 poesie pubblicate
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Cara mia betulla, che domini il giardino ti vedo già triste al sorger del mattino. Sei spoglia, sconsolata, l’ultima tua foglia ti ha ormai lasciata. Pure io sono mesto, come lo sei tu, agli illusori sogni ormai non credo più. Il sol dell’avvenire non è mai sorto: erano solo parole, poi è tutto morto! Il popolo attende ancora la mitica riscossa, è stata ammainata la bandiera rossa. Procede stanca anche la mia vita, ai rigori dell’autunno neanche lei è sfuggita. Sapessi quante cose ora sono cambiate, voi che siete piante neanche lo immaginate. Tutto ormai è diverso, nulla è come prima, è difficile comporre persino una breve rima. La vista fa le bizze, l’udito non è da meno, il tempo mio trascorre in modo assai ameno. Persino i bei colori li vedo assai sbiaditi come fossero fiori da tempo appassiti. Il canto dell’usignolo mi sembra ora stonato, in passato invece ne restavo incantato. Non ci sono più le passioni ardenti, anche i cuori forti sembrano spenti. Per te è diverso dolce mia betulla, tu presto rivedrai la stagione fiorita, per te ricomincia di nuovo la vera vita. Sapessi come t’invidio cara mia betulla: per me dopo l’autunno forse c’è solo il nulla!
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L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Bravo Poeta. Piaciuta tanto (Sara Acireale)

Bella e apprezzata! , poeta! (Marinella Fois)

Commenti (3)

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Sara Acireale6 dicembre 2018

Il Poeta immagina di avere un dialogo con la betulla del suo giardino. D’autunno si spogliano i rami degli alberi ed è così anche per la cara betulla. Anche per l’autore è arrivato l’autunno della vita e col tramonto anche la vista e l’udito fanno le bizze come bambini monelli che si divertono a fare scherzi. Il Poeta invidia la betulla perché per lei ci sarà la rinascita, una nuova primavera ma per lui e per noi esseri umani cosa ci sarà dopo il tramonto? Non lo sappiamo. Chissà! Anch’io penso, come l’autore, che la nosta vita è soltanto una e allora viviamola nel modo migliore possibile senza sprecare nemmeno un attimo. Pubblicazione apprezzata per contenuto e forma rimata e scorrevole.

Maria Luisa Bandiera7 dicembre 2018

Bella poesia ma anche tanto, troppo triste ... parole vere affini alla normale natura dell’invecchiamento, ma invecchiare è anche lasciare che il tempo passi senza rimpianti accettando lo scorrere normale della vita.

Marinella Fois22 dicembre 2018

Versi tristi... dove il poeta si cimenta in un dialogo con la betulla... che potrà rifiorire... mentre il suo percorso sarà diverso... purtroppo l’invecchiamento è naturale, basta mantenere giovane il cuore...