I violini

Prendi la poesia, poi
quando si struggono i violini
di nostalgia e sole note
e quel coltello che passa
sulle corde mute,
prendi una poesia, una qualunque
un sentiero nel vuoto
percorso nella notte
e le voci si assomigliano
e anche il patire,
il violino stride per il dolore
si attorciglia al collo, non duole
come le parole dall’odore di rose
che nascondono le spine, il senso
qualcosa affonda nella pelle
quando di notte si rimane soli
bassa marea ed è silenzio
nella palude di un letto
il verso delle rane,
a occhi chiusi,
che sembrava amore.
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©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Versi di particolare originalità, molto apprezzati (Silvia De Angelis)
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