L’uomo che urlava il suo mestiere
DomenicoBerardi
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Venivi in primavera,
sul far del giorno,
urlando il tuo mestiere.
Con mente lucida
e mano tremante,
seduto su un vecchio sgabello,
iniziavi il tuo nobile lavoro.
Timorosi e incuriositi
osservavamo la tua opera.
Tu, con benevolo sorriso
e sigaretta in bocca, preparavi:
stagno fuso per ristagnar
consunte pentole,
rami di giunco per impagliar
sfasciate sedie.
Lavoravi fischiettando tutto il dì,
e sul far della sera
intascavi il tuo compenso:
poche monete guadagnate con fatica.
Poi, stanco e allegro,
lentamente sparivi dietro la collina,
come al tramonto il sole.
©
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L'autore
DomenicoBerardi
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