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Riflessioni 12 dicembre 2018 · lettura 2 min · 4676 letture

Quel poeta del nulla

Saverio Chiti 2051 poesie pubblicate
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Un tempo conobbi chi scriveva senza leggere di sé. Non sembrava farci caso al lento scorrere delle pagine riempite di cose vuote, lui si sentiva importante mi disse che era il poeta del nulla. E mentre lo guardavo scrivere solerte non potei non riflettere su quel ch’esso ancora mi disse... -Non importa sai, avere a che dire e non è necessario conoscere il finale di tutto ciò che vai a riempire non è che la minima parte che in te vive. Non lasciarti ingannare dal senso del creato sai bene che nulla dipende da te ma da ciò che l’anima detta. Quindi riempi pure le pagine intere di versi incatenati o sfusi fra loro, non è una ricetta non è una mappa del tesoro. È l’anima ti dico che sorniona ti parla all’orecchio e lascia che le tue dita afferrando la penna, scorra poi veloce su fogli imbiancati affinché anche la più piccola particella di te abbia libero sfogo- Ebbi molto a pensare da quell’incontro... e non considerai vuote le parole ascoltate anzi le presi a garbo iniziando la mia personale battaglia nel cercare di scovare l’anima mia. Persi ore nell’ascolto di me, e vissi silenzi vuoti così come ritrovai tempo a me sconosciuto credendolo dimenticato. Oh scrissi, scrissi miriadi di pagine senza senso alcuno ma nulla fermò la voglia mia di trovare infine il rifugio dell’anima. Finché un giorno, nell’angolo nascosto dietro al cuor mio, la vidi! E certamente compresi quel che il poeta del nulla m’ebbe a dire... A che serve mentire a sé stessi non tutti allo scranno son destinati così come dell’alloro, il vanto. Ma tu caro amico, scrivi e poi scrivi ancora senza aspettarti niente dal fato ciò che vivi dentro, è quel che ti è stato destinato.
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L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano12 dicembre 2018

Originale composizione, per forma e per contenuto. L’incontro (immaginario, credo) con quello strano poeta risulta molto educativo: ci fa capire che la nostra arte non è capace di svelare i misteri dell’universo, e che non si propone chissà quali missioni filosofiche; bisogna scrivere non proprio il nulla (altrimenti si arriverebbe al noto "foglio bianco" dell’ultimo Mallermé), bensì ciò che ci passa per la testa, e che rappresenta, sovente, le tante miserie umane. Ma ogni poeta ha in mano una potente arma personale, la penna con la quale crea la bellezza stilistica, che in un modo o nell’altro può, anzi direi deve, cercare di conferire alle sue pur modeste creazioni.