Bisso
Francesco Cau
107 poesie pubblicate
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Finalmente
scende la notte
alla fine della parola
discende la rugiada
su barche di fogliame,
dell’asfodelo e le sue trame.
Risale il senso fino allo sfinimento
per attingere il verso
a bacche di ginepro,
dove si perpetua il mio desco.
La donna che tesse la tela di bisso
come nacchera o penna,
Il segreto non lo dice
ma chi sa chi lo imbastisce.
Fili d’oro dal profondo mare
con una melodia che ci fa incantare.
Solo di vita che da luce dal buio
I suoi raggi d’oro scaturiti dagli abissi
si chiamano seta marina.
Bevendo, con la bocca dischiusa
non troverò né pace né scusa
nel dissetare mi darò pace
perché di questo voglio
ancora amare
questa Sardegna e questo mare.
Depositario di un gran talento
d’artigiano e artista.
Volgo lo sguardo al firmamento
dove finalmente
mi sento e più mi pento
di non aver mai visto
il tuo diletto.
©
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L'autore
Francesco Cau
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre bello leggerti, (Silvia De Angelis)
bellissima! complimenti! ! (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Silvia De Angelis16 dicembre 2018
Quella bellissima "seta marina" su cui si sofferma il poeta, coi suoi magici versi, è solo una delle rare immagini del mare a sera, colmo di speciale fascino, in una zona della penisola, in cui l’atmosfera sa donare sempre indimenticabili sensazioni Poesia molto apprezzata

