Come nascono a volte le poesie
E’ quando ci si sente sfiduciati,
interiormente vuoti, consumati,
che s’avverte la voce di qualcuno
o di qualcosa, da un lontano mondo.
Trova essa strada libera, e un profondo
senso estatico instilla, che nessuno
di quelli intenti tante cose a fare
può sentire, capire o immaginare.
Non sempre si traducono in parole
quei messaggi splendenti più del sole,
e della gente dice che il divino
s’è d’essa impossessata con vigore.
Il poeta però, senza clamore,
interpreta i messaggi un pochettino,
trasformandoli dopo, se egli intende,
in ciò che di poesia il nome prende.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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rob ponzani24 dicembre 2018
bella perché denota una capacità di osservazione e di riflessione non comuni. Tutti in qualche modo vedono ma pochi osservano, intravedono, riflettono