Anarchia
Felice Di Giandomenico
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Vorrei esser preso per mano,
e condotto ove l’assurdo non dimora,
sovversivo in tutto.
Al di là del tremebondo
disincanto dinanzi all’incanto.
Seducente impatto,
dolce, accorata e nobile idea di libertà.
Così, nudo, nell’avamposto
di coscienze appiattite, codarde e deformi.
Contro ogni corrente
lento incedere di scandalosi propositi.
Vagando tra epitaffi
disseminati nelle necropoli dell’utopia,
tra marmi che emanano vita
al di là di un dio evanescente
e di menzogne narrate in fretta,
dolce approdo
oltre ogni apparenza di errate virtù.
©
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L'autore
Felice Di Giandomenico
Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Già... (Antonella Garzonio)
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