Quel profumo... quel sapore
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto bella leggerla, buongiorno (Silvia De Angelis)
stupendamente stupenda (vinfra47)
Commenti (4)
Il tempo inflessibile, sembra modificare qualsiasi cosa, anche l’aroma del panettone, che da bambini rappresentava un prezioso dolce, affettato "con uno speciale rito" che non tornerà mai più Poesia molto apprezzata
Da bambina ero abituata ad un Natale più povero. Mangiare il panettone era una gioia perché, simbolo della festa, si trovava solo a Natale. Ora, nell’era del consumismo, abbiamo a disposizione tutto e sempre. Si è persa la magia.
Il particolare stile di scrittura del Casarini (versi attaccati l’uno all’altro, senza spazi bianchi, senza respiro direi), usato dal poeta in tutte le sue opere, questa volta sembra rappresentare un panettone mal riuscito, per niente lievitato. I panettoni sono certo buoni pure oggi (anche se una volta erano rari quasi come l’oro, e al Sud arrivavano solo i "Motta" e gli "Alemagna": io preferivo il primo), ma quello che manca è appunto il lievito, non del panettone, ma dei rapporti umani, cui allude il poeta: i gesti che si compiono per affettarlo (e per mangiarlo) sono ormai automatici e inflazionati, e non hanno quasi più alcun rapporto con l’evento particolare (il Natale) che (anche) il panettone dovrebbe simboleggiare.
Sposo il commento del poeta Terracciano e non aggiungo altro, anzi sì, un segnalibro. Quando un testo parla non ha bisogno di troppe parole...


