Fiaba Norrena
Alessandro Lemucchi
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Un canto di morte aleggia nell’aria.
Stanco della battaglia
il cavalier onesto si arrende alla sorte.
Il norreno ormai deluso e sanguinante
spinto da pietà ai compagni morenti
ora anelanti solo di gloria
dà loro l’estremo aiuto
per assurgere al tavolo di Odino.
Purifica l’anima ponendo nella mano
l’agognato simbolo del coraggio dimostrato.
La spada simulacro di una ricerca
in vita di una morte gloriosa.
Il norreno stanco
distrutto dal senso di colpa
attanagliato dai rimorsi
corre da una parte all’altra
nella valle della morte.
Nella mente un sol pensier
consegnar le anime
dei suoi uomini alle valchirie
che aleggiano in attesa a mezz’aria
in attesa di accompagnare
i puri verso l’ultimo viaggio.
Primo nella battaglia si domanda perché io?
Freya non è sorda al dolore del suo protetto.
L’uomo ora Re senza esercito
maledice la vittoria
che tanti eroi ha portato via.
A cosa serve combattere
per bramare una morte gloriosa.
La dea nella sua infinita dolcezza
scende dal cocchio dorato
carezza l’animo travagliato
per dar luce agl’occhi spenti
ne sorregge il corpo martoriato
che esala l’ultimo respiro
dona la sua spada
l’adagia sulla pira
accesa col fuoco degli Dei.
L’essere si trasforma in luce
per occupare il posto
che spetta ai Re su Asgard
al fianco della sua amata Dea.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alessandro Lemucchi
Amo scrivere è un modo per fuggire dalla realtà. Con la poesia cerco di esternare i miei sentimenti ed i pensieri più reconditi.
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