Zenith
Maurizio Trapasso
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Sospeso sulla pietra galleggiante
in pieno novilunio,
inghiottito dall’immensità,
che impelle ripide rapsodie,
riesco a sperimentare
gli ambiti dimensionali della tua lingua.
In diletto i miei archi,
anemoni convulsi,
lucidi,
alternano col tuo dolce vocabolo,
cellophane di zucchero,
alveo di sete elettriche.
Lucidati gli scricchiolii
di luce e sabbia
raggiungono il rovescio della mia ombra
e popolano la notte
di luminose onde dopo aver penetrato
i palpitanti universi di acqua
che fluttuano le nostre voci.
Disposti i miei tasselli vitrei
completo il tuo fuoco circolare,
condensando l’orgasmo lirico
del piano zenitale.
©
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Maurizio Trapasso
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